Raccolgo con questo titolo alcune poesie di Celan, in cui compaiono temi o simbologie alchemiche: si tratta di un’anticipazione di un lavoro più ampio sull’opera del poeta. Le fonti da cui nasce l’interesse di Celan per l’alchimia sono soprattutto due: Il principio speranza di E. Bloch, particolarmente nel cap. 37, “Volontà e natura, le utopie tecniche”; e Le nozze chimiche di Cristiano Rosacroce, di V. Andreä, un testo del 1616. E’ inoltre probabile, anche se è meno certo, che abbia letto Psicologia e alchimia di Jung e Problemi della mistica e del suo simbolismo di Herbert Silberer. Celan è interessato all’aspetto spirituale e psichico dell’alchimia, come processo di trasformazione e purificazione interiore. In modo più specifico, il suo linguaggio poetico si confronta con le pulsioni e i traumi più oscuri e dissolutivi, cercando di congiungerli a un’espressione simbolica (che è il contrario di una rimozione e dell’oblio). In questo passaggio dalla materia più caotica dell’inconscio alla sua traduzione nella parola, Celan trovava probabilmente l’analogia più forte tra l’opera del poeta e quella dell’antico adepto.