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Numero 5

IL PASSATO DURA A LUNGO
Psicanalisi del tempo e della nostalgia

11-12-1999




Ma che tipo di uomo sei, in conclusione? domandò Leo.
Sono un clown, rispose, e faccio raccolta di attimi.


Cominciamo con lo stabilire alcune regole o, se preferite, delle mosse introduttive. La prima è che queste regole le stabilisco io. Immagino che la cosa possa apparire non sufficientemente democratica, ma la psicanalisi è una dura disciplina e siamo sempre, in quanto discendenti di Eraclito ed esseri umani, immersi nel conflitto. Resta quindi che ogni tanto il sabato pomeriggio si abbia a che fare con cose un po' sgradevoli.
Le regole prevedono quanto segue. La conferenza si intitola
Il passato dura a lungo. Proprio per questo voi naturalmente avrete una grande difficoltà a dimenticare ciò che accadrà qui oggi. Farete certamente sforzi notevoli per non ricordarlo, tuttavia mi auguro che non sia così facile. In ogni caso, se volete dare una mano al vostro inconscio che fatica tanto, potrete provare a non dimenticare.
La seconda mossa di apertura riguarda i vostri interventi. Poiché secondo Freud viviamo immersi nel conflitto, potrete anche intervenire. Nel senso che non mi riparerò pretendendo il mio tempo di esposizione. Potrete dire la vostra ed interrompermi quanto volete. Tuttavia, poiché siamo sempre nel conflitto e la psicanalisi è una dura disciplina, è probabile che non vi risponderò affatto.
La terza norma è sul tempo, visto anche il sottotitolo dell'evento di oggi. Parlerò per circa un'ora e un quarto, come sono abituato a fare nelle mie lezioni, poi mi fermerò per qualche minuto per permettere a voi di preparare, scrivere e proporre le vostre numerose domande, altrimenti c'è da chiedersi che cosa siete venuti a fare qui. Poi con tutta probabilità riprenderò a sproloquiare, come sempre succede.
Infine, dato che siete tanti e non tutti voi mi frequentano, devo dichiarare quanto segue. Sono uno psicanalista da circa vent'anni. Ho perso il mio primo paziente diciannove anni e dieci mesi fa. Non nel senso che costui fosse passato a miglior vita, ma nel senso che  dopo poco non lo vidi più. Devo ammettere che feci allora una certa fatica a rimettermi da questo evento. Non c'è formazione analitica che ripari a priori dalla questione dell'abbandono. Si tratta di imparare ad ascoltarsi, in quanto analisti, sulla portata emotiva dell'evento di un'analisi interrotta o che non parte; si tratta di apertura interrogante, non di soluzioni tecniche atte a trasformare lo sventurato analista in macchina diagnostica, prognostica e senza umori. Ma su ciò torneremo fra poco.

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