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scomodo - che anche quel sapere che da poco più di un secolo gli umani hanno invocato per liberarli dal male di vivere (la psicanalisi) é costretto a confrontarsi radicalmente con il disagio esistenziale tramite l'ascolto e la domanda e non con i mezzi dell'esorcizzazione o della chiusura in un corpus dogmatico. La stessa funzione, o speranza, di una liberazione può dare i suoi frutti se questa non viene identificata appunto con il misconoscimento. Ciò impone ad un dizionario non soltanto la necessità di essere e rimanere in permanenza opera "aperta" - così sono ormai la maggior parte delle opere che si pongono il compito di fare il punto su uno o più campi del sapere -, ma di raccogliere e rilanciare quei contributi che fanno effettivamente "psicanalisi", ovvero che non perdono mai di vista la dimensione critica del domandare. In tal senso il dizionario è molto più un'interrogazione che una risposta.

2) La psicanalisi in senso critico non preesiste del tutto a questo dizionario; né esisterà compiutamente al termine di esso. Il testo serve ad interrogare quali siano le condizioni
affinché la psicanalisi sia critica. Ma queste condizioni, una volta scoperte o riassunte, non possono essere archiviate come una specie di promemoria o introduzione. Per poi procedere, quasi con un senso di conforto, alla presa d'atto dei "dati" tipici di un'opera di genere tradizionale. I presupposti o, per dir meglio, lo stile grazie al quale si può parlare di psicanalisi critica chiama una dimensione permanente di riflessione; proprio nel senso di quella mancanza attinente al nostro campo che non può essere suturata.

3) Cosa può essere accaduto ogni volta che la psicanalisi ha dimenticato o rimosso l'essenziale che la riguarda, cioè la questione dell'inconscio, della parola o dell'angoscia, per volgersi ad un tipo o modo del sapere che non le competerebbe?
Infatti, anche di questo bisogna dare testimonianza adeguata. Poiché il tentativo di interrogare la
psicanalisi critica non vuol dire escludere ciò che a quest'ultima può sembrare fuori stile. Del tutto all'opposto, un dizionario come questo si trova nella necessità di confrontarsi proprio con ciò che, ritenendo di poter fare a meno di una certa radicalità, ha tuttavia contribuito a volte anche pesantemente ad edificare non solo un altro modo di fare analisi, ma soprattutto una certa idea di soggetto e dei suoi ideali che ha lasciato e lascia tuttora il segno. Saranno quindi indicate e commentate quelle posizioni teoriche e cliniche che, pur non avendo per noi a che fare con la psicanalisi in senso critico, nondimeno hanno avuto o hanno attualmente un certo seguito, talvolta anche richiamandosi esplicitamente al campo analitico. O forse proprio per questo, giacché da quando la cultura dell'epoca non lasciò più Freud nel suo isolamento, è noto come tutto ciò che a torto o a ragione - per noi, quasi sempre a torto - si dice partecipe della "cosa" psicanalitica finisca per avere un certo fascino.
C'è un momento particolare del tutto decisivo per la storia della psicanalisi: quando alcuni seguaci di Freud credettero opportuno piegarne la radicalità in vista di un sapere più accetto all'
american way of life. Quando Jung andò negli Stati Uniti sapeva benissimo che stava portando l'antidoto per la peste. Sarebbe quasi settario sostenere che quel famoso mutamento di rotta fosse di per sé deplorevole. Ognuno è qui libero di esprimere la propria opinione; il dizionario critico cerca, su punti come questo, di dire la sua intorno alla documentazione presentata. Ma è altrettanto chiaro che si tratta di accogliere la profonda, diremmo esiziale, differenza fra quei due modi di intendere la psicanalisi, e dunque l'idea di essere umano che la implica. Tanto più che quel cambiamento ancora oggi orienta nei suoi effetti le aspettative di chi si accosta alla psicanalisi, a qualsiasi titolo egli lo faccia: si crede, e si desidera, che essa sia una psicologia.

4) La psicanalisi critica non ha a che fare con la psicologia; se non nel senso generico di un'affinità di oggetto, se così si può dire: sempre di essere umano si tratta. Ma, nei due campi, è del medesimo soggetto che si parla? Tale questione non si può articolare più di

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