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sieri: un passato eterno, originario, assolutamente trascorso, eternamente compiuto, si addossa ai passati fatti di presenti. Levinas parla di un passato che non è mai stato, non è mai stato presente.

L'autorità dell'immutabile perché ormai irrevocabile.


Di questa autorità, che ne è nel pensiero dell'origine?

L'origine, che è insieme inconscio, angoscia e fantasma, è in quanto tale ciò che insiste nell'esistenza, quell'essenziale ineluttabile per qualsiasi tecnica. La psicanalisi di Freud,
cura dell'origine, ha il compito di sostenerne il peso, che è peso interrogante.
Ciò che Freud infatti accorda all'analisi didattica - «la sua funzione è assolta se porta l'allievo al sicuro convincimento dell'esistenza dell'inconscio» (1937, p. 95) - è la necessità del riconoscimento dell'inconscio come
questione dell'inconscio, in quanto fragende, interrogazione in atto, essendo la dimensione del domandare - dunque, dell'origine interminabile - inseparabile da quella del vivere. In difetto di tale cura, la vicenda analitica, come pensiero e come pratica, non può che rinverdire la tenacia del sintomo in ciò che questo ha di più caro: che nessuno eserciti il domandare.


[...] in quanto fino ad ora nessuno si è preso cura di
chi eserciti la psicanalisi. Si, ci si è preoccupati molto poco di ciò, ci si è uniti soltanto sul desiderio [in dem Wunsch] che nessuno dovesse esercitarla, con differenti motivazioni [Begründungen], che in fondo poggiano [zugrunde lag] sulla medesima avversione. (Freud, 1926, p. 209)


Lo smarrimento della questione dell'origine da parte dell'educatore, sia egli analista o genitore o maestro, non è priva di conseguenze nella riduzione dell'
ésprit  analitico a mera psicologia. La sua tenace presenza, tuttavia, nei modi dell'angoscia o in quelli del fantasma, può guidarlo altrimenti, non solo nella comprensione che si prende cura di ciò che si domanda, ma anche in una mansione per noi non secondaria: una lettura di Freud.

La ricerca dell'identità, la questua ansiosa di un padre, più patetica del lutto degli orfani, traducono il bisogno di ambientamento, di radicamento, inerente alla condizione umana. La coazione all'identico, tramata come sempre dall'incombenza dell'Altro, cede ad un padre qualsiasi purché garante, quel che del peso del

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