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Numero 3

Testi


[Intervento pronunciato alla giornata di studio sulla "Formazione analitica", Scuola Psicanalitica Freudiana, Firenze, giugno 1997]



1.  Impossibile.


Se non fossimo tanto copioni ognuno
dovrebbe sempre ricominciare da zero.



La formazione è forse l'unica questione che ha in sé i tre tratti dell'impossibile di cui parla Freud: governare, educare, la stessa psicanalisi.
La formazione, poiché è queste tre cose impossibili senza disperderle, è ancor più fuori dal possibile. 
Da quale possibile? Per chi o per che cosa le tre istanze e ancor più la quarta - la formazione - sono impossibili? Evidentemente, per un sapere che domina proprio per la sua pretesa a realizzare ogni cosa; togliere l'evento dall'ambito del mero possibile, strapparlo al possibilitante e farne un oggetto.
Ciò non significa che per un sapere differente l'impossibile diventa possibile. Semplicemente, la cosa non ha alcun interesse. Un sapere differente non si preoccupa di questa traduzione. Essa appartiene al pensiero ontologico.  Non c'è la volontà di strappare le cose al destino, ma di ascoltarne l'andatura.

L'impossibile, accolto come tale, non diventa possibile, ma si ascolta, ci si accolla il suo darsi, cioè il suo farsi possibile permanendo impossibile. Concetto inusuale al pensiero dominante. Eppure, la formazione è questo. Non è un
soll Ich

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Un computer?
Tanta memoria, nessun ricordo.
(
Sautet)