MORTE   Eros/Thanatos  Todestrieb Tragico
NARCISISMO   Ferita  Onnipotenza
NEVROSI OSSESSIVA   Odio  Risentimento Rituale
PAROLA   Discorso  Linguaggio Rappresentazione  Significante  Simbolico
PRINCIPIO   Dispiacere  Piacere  Realtà 
PSICOSI    Delirio  Forclusione  Mania  Paranoia
RIMOZIONE   Attesa/Memoria 
Urverdrängung
RIPUDIO   Orrore
SCRITTURA   Caso clinico  Metapsicologia
TEMPO   Anticipazione  Rimando
TRANSFERT   Presenza/Assenza  Resistenza  Ripetizione

Andando a trovare
il pensatore
la moltitudine
spera di trovare
cose che
- almeno per un
certo tempo -
siano materia
per intrattenersi
e chiacchierare.

Ma nel fatto che il pensatore Eraclito fosse soprannominato «l'oscuro» non possiamo trovare nulla di particolare, perché ogni pensatore che sia un vero pensatore va spesso incontro alla fama di essere «confuso» e «oscuro». La moltitudine conferma volentieri questa fama, poiché sente come un'offesa tutto ciò che non comprende immediatamente e ripaga il pensatore definendolo «confuso».

La parola del pensiero iniziale custodisce
      «ciò che è oscuro».
          Una cosa è custodire
                ciò che è oscuro, altra cosa imbattersi
                        in qualcosa di oscuro 
                                 come se si trattasse
                                            di un limite.

         si è
   soliti
prestare
ascolto
a ciò di cui
ci si persuade
            da soli.

l'uomo
si incanta
con le sue
stesse
mani

Il giudizio del pensiero comune intorno al detto di Eraclito è sostanzialmente ancora più azzardato del giudizio che un daltonico potrebbe
pronunciare sui colori.

        Passi tratti
                  dal seminario
                                 1943-44 di Heidegger
                                                   su
Eraclito.

Indice Numero 2