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Numero 19

Corso di Psicanalisi


Educare

Poesia dell'essenza del fiume
Più facile uccidere chi non si conosce
Il paese dove il sole soffoca
Cose che vengono dal buio
Vorrei riposarmi di te
Il colpo della bella infermiera
L'arte da mare
Via da tutti i soli
L'inconscio è sterminato


Governare

Se mi vieni a dire
La fregola fondamentale
Le parole ricordano
Fughe con oggetti innumerevoli
Un ombrello smarrito
Il covone
Collazione da Beardsley
Frutto strano
Come ovunque fosse frontiera


Psicanalizzare

Ogni inconscio è una ferita
Tu mi prestasti i tuoi capelli
In certe anime
Il posto caldo del domandare
L'uomo suonato da un pianoforte
Iceberg senza cintura
Un dialogo con la morte
Le stanze ospitali dei ghiacciai 
Farsi grazia, invece

Corso di Psicanalisi
2004- 2005

Lo spaesamento
e il testimone
La dinamica della
psicanalisi

Istituto Gradiva, Firenze,
dal 13 ottobre 2004


Le tre serie di lezioni sono dedicate alle cose impossibili nominate da Freud. Nella prima, la lettura dello Spaesante di Freud  è percorsa senza requie dal Malinteso di Camus. La seconda è dedicata al rapporto servo-padrone in Hegel, Kojève e Kafka. Infine, la questione della possibilità della psicanalisi, per nulla scontata, impegna l'Analisi terminabile e interminabile a confronto con Heidegger. Su tutto, testimoniano il respiro e la poesia di Paul Celan.

Il Corso è ospitato dall'Istituto per la
Ricerca in Psicoanalisi Gradiva,
via delle Belle Donne 13, Firenze,
e inizia mercoledi 13 ottobre alle ore 18,30


Bibliografia

Aristotele, Problemi, Bompiani
Freud,  Il perturbante, Boringhieri
Freud, Analisi terminabile e interminabile, Boringhieri
Lacan, L'angoisse, Seuil
Rescio, L'uomo e l'abisso. Mysterium salutis, Edizioni Ets
Hegel, Fenomenologia dello spirito, La Nuova Italia
Kojève, Introduzione alla lettura di Hegel, Adelphi
Heidegger, Che cos'è metafisica?, Adelphi
Camus, Il malinteso, Bompiani
Kafka, La tana, Mondadori
Celan, La veritá della poesia, Einaudi
Celan, Poesie, Mondadori
Rilke, Il testamento, Tea
Bauman, La societá dell'incertezza, Il Mulino

arrivederci al numero venti dicembre duemilaquattro