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Numero 18

Psicanalisi e Filosofia


Il libro di GÜNTHER ANDERS 

KAFKA. PRO E CONTRO
[1951] Ed. Corbo, Ferrara 1989

è fuori catalogo da anni. Ne pubblichiamo alcuni brani.

La diversità delle interpretazioni che Kafka ha conosciuto non si basa sulla "stupidità" degli interpreti, ma sulla molteplicità di significati dell'oggetto stesso. La discussione intorno a Kafka ricorda la disputa descritta nelle Mille e una notte sul "vero" colore della madreperla: ciò che importa non è accertare il "vero" colore della madreperla, ma farsi un'idea sulla situazione in cui appaiono oggetti madreperlacei e risolvere la questione della «utilità e del danno» di oggetti dal colore cangiante.
Prendere un autore sul serio significa non parlare soltanto di lui; importante, infatti, è chi rappresenta altre cose ed ha conseguenze per altre cose. (Anders su Kafka, 19)

Il metodo di Kafka consiste dunque nel sospendere, mediante uno scambio di etichette, i pregiudizi legati alle etichette e di rendere possibili in tal modo giudizi liberi da pregiudizi. Egli agisce esattamente nello stesso senso quando attacca alle cose etichette incomprensibili. Per esempio, egli descrive un oggetto: "Odradek"2, la cui funzione sembra consistere proprio nel non avere alcuna funzione. Ma l'introduzione di questo oggetto "senza senso" e denominato in una maniera apparentemente priva di senso, è tanto poco insensata quanto quella degli oggetti etichettati "falsamente". L'oggetto ci ricorda tutte le specie di cose e macchine che l'uomo moderno deve maneggiare giorno dopo giorno, sebbene le loro prestazioni non sembrano aver nulla a che fare direttamente con i bisogni dell'uomo. L'uomo d'oggi si imbatte mille volte in apparecchi la cui costituzione gli è sconosciuta e con cui egli può mantenere soltanto rapporti "estraniati", giacché i loro rapporti con il sistema di bisogni dell'uomo sono mediati infinitamente: l'"estraniazione" infatti non è un espediente del filosofo o del poeta Kafka, ma un fenomeno del mondo d'oggi; soltanto che l'estraniazione nella vita quotidiana viene appunto coperta dalla vuota abitudine. At­traverso la sua tecnica dell'estraniazione, Kafka scopre I'estraniazione mascherata della vita quotidiana (Anders, 24)

Se oggi l'uomo ci appare come "inumano", non è perché egli possieda una natura "animalesca", ma perché è retrocesso a funzioni di cosa. (Anders, 25)

Tutti noi sappiamo infatti dei "salotti" che i comandanti dei campi di sterminio si erano arredati con divani imbottiti, grammofono e abat-jour, muro a muro con le camere a gas. La stanza di soggiorno di K. nella palestra del Castello non e affatto più fantastica dei "salotti" dei campi di sterminio con le camere a gas, che ai loro utenti apparivano perfino normali. Il "folle" intreccio di milieu compiuto qui da Kafka è in effetti una descrizione della realtà: una descrizione del fatto che oggi il "mondo del dovere" ed il privato "mondo domestico" non hanno praticamente più nulla a che vedere l'uno con l'altro, ma che tuttavia, nella realtà, questi due "mondi" si sovrappongono come un mondo, o perlomeno si intersecano. Infatti l'assassino di massa industrializzato e l'affabile padre di famiglia sono un unico e medesimo uomo. (Anders, 27)


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