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Il Corso 2002-2003 è un libro, per le edizioni Ets In uscita a dicembre 2003 Estratti
Psicanalisi e Filosofia Il male
Quante volte ancora, dovrà essere rifatta la fatica etica della psicanalisi? Essa non può che essere critica. Altrimenti, è adattamento all'esistente. Al sintomo, se sembra più gentile (Intro).
Consultando polverosi dizionari etimologici e di storia degli umani, cioè delle parole, pare che fin dall'origine, per quanto ciò sia rintracciabile, vi fosse questa differenza: petere riguarda la direzione senza interposizioni, uno scatto da qui a là, in senso orizzontale; ma chiedere, domandare, ha la stessa radice quando veniva pensato in senso verticale, verso il basso. Infatti l'antico verbo greco pìptein che ha la stessa radice significa cadere. Il movimento allora è questo: si va giù. Perché domandare ha questo doppio senso? Da una parte qualcosa che si muove da qui a lì, che sposta la fissità del mio essere, il territorio chiuso della mia identità e costringe in qualche modo a muoversi da questo luogo a un altro, fare un salto, un passaggio, una capriola, una danza. La radice è soltanto una radice, non ci informa sulla qualità di questo movimento. Non si sa se saltellavamo o ballavamo. A un tempo domandare e chiedere danno l'idea di andare giù, cadere, ma dovremmo saperlo in psicanalisi: domandare, interrogarsi, cercare di aprirsi all'abisso degli abissi, cioè l'unico vero abisso, a noi stessi, a quello che siamo, dovremmo sapere che questo domandare è sempre legato per noi all'idea di andare giù, di scendere chi sa dove e perché e chi sa come (lezione 6).
Quando il Signore si rivolge ad Adamo ed Eva avete notato la loro differente risposta. L'azione di lui non è molto dignitosa quando scarica la colpa a lei. Eva parla del serpente, del malinteso, mette in gioco per prima, naturalmente per prima, l'inganno, la seduzione. E' lì che i due diventano umani, prima erano dei pupattoli che giocavano a palla nell'Eden. Non c'era niente, non c'era desiderio tra loro; è lì che diventano umani. Grazie al malinteso. Nel suo senso, non ha a che fare con capirsi bene, capirsi male. Essere è essere in relazione, quindi è evidente l'importanza del dialogo e della comunicazione, possibilmente soddisfacente. Ma quando parliamo del malinteso nel senso analitico non si tratta di questo, è qualcosa che sta al di là della comunicazione, al contrario è quel che la permette (lezione 6).
Credo che molti umani siano oggi assai impegnati, parola corposa, questa, parla di un pegno, un contratto, nel nostro caso un patto, con chi? Il diavolo, probabilmente? È stato stabilito il pegno dello scappare. La fuga di fronte a se stessi, o alla morte che è nella vita, lo scostarsi dalla testimonianza. Freud dice con chiarezza che «da se stessi non si può fuggire, né volare via». Eppure si fa la prova incessante del non voler essere testimoni di niente. Gli umani fanno come se l'inconscio non ci fosse. Mercoledì scorso qualcuno tra voi suggeriva che portare i bagagli dell'altro possa essere un amore. Se si dà dell'amore autentico nell'accettare quel peso, ci si trova già nella dimensione del domandare e dunque della dignità. Il peso dell'altro è connesso alla testimonianza. Ma non di lui o di una morale. La testimonianza, nel senso che tracciavo prima, indi
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