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Numero 15

Roberto Juarroz (1925-1995)poeta argentino, bibliotecario all'Università di Buenos Aires



Ci sono messaggi il cui destino è perdersi,
parole precedenti o successive al destinatario,
immagini che saltano dall'altro lato della visione,
segni che puntano piú giú o piu su del bersaglio
segnali senza codice,
messaggi avvolti da altri messaggi.
gesti che urtano contro il muro,
un profumo che indietreggia senza incontrare la sua origine,
una musica che si rovescia su se stessa
come una conchiglia definitivamente abbandonata.
Ma ogni perdita è pretesto per una scoperta.
I messaggi smarriti
inventano sempre chi li deve trovare

Il centro non è un punto
Se lo fosse, sarebbe un facile bersaglio
Non è neppure la riduzione di un centro al suo infinito.
Il centro è un'assenza,
di punto, di infinito e anche di assenza
e lo si puó colpire soltanto con l'assenza.


La parola è piena di voce,anche se nessuno la dice.
Ogni cosa è piena di fughe,/anche quando non ci sono strade.
Tutte le cose fuggono verso la loro presenza .


Una parola è ancora l'uomo
due parole sono giá l'abisso.


Non è sufficiente vivere per poter morire.


Siamo qui
come giocattoli di qualcuno
che non sa giocare.


Un amore oltre l'amore
al di sopra del rito del vincolo
piú in lá del sinistro gioco
della solitudine e della compagnia.
Un amore che non abbia bisogno di ritorno
e nemmeno di compagnia.
Un amore non sottomesso
ai bagliori di andare e tornare,
di stare sveglio o dormire,
di chiamare o tacere.
Un amore per essere uniti
o per non esserlo,
e per tutte le situazioni intermedie.
Un amore come aprire gli occhi.
E forse anche come chiuderli.


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