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Lezione 1 16.10.02 Dall'inferno
Quello che è importante è il caviare.
Vorrei che v'intratteneste su questo verbo, che non esiste naturalmente; caviare non è un pesce, significa fare la cavia. E' una grande risorsa umana perché significa imparare ad essere in prova. In realtà viene il sospetto che questo noi siamo, cioè degli esseri in prova.
Che volete, siamo sempre dei debuttanti infine. Non soltanto mercoledì 16 ottobre.
Se riuscissimo ad accogliere questo, che cioè siamo sempre degli esseri infine in prova, se noi riuscissimo ad accoglierlo in maniera abbastanza stupefacente, nessun laboratorio sarebbe in grado di trattenerci per i suoi esperimenti; ed il fine, se volete - vi prego di non disperdere la vostra nobile attenzione - è proprio questo: caviare bene; scavare, se preferite, quanto occorre, quanto basta a scendere giù, fare la prova ogni volta, della prova che noi stessi siamo.
Che strano e bislacco discorso per cominciare. Per cominciare a fare bene questo lavoro dovremmo riuscire a sentirci delle prove.
Pensate come sarebbe raggiungere questo stato: né padroni - con un narcisismo gonfio così - né schiavi - con la maledetta soddisfazione del lamento-, ma cavia, prova senza padrone; una cavia senza padrone, santo dio che paradosso, ma questa è analisi signori e questo, se volete, nel suo piccolo, nella sua vita brevis, è un corso di psicanalisi.
La cavia. Volevo scegliere la parola caviare come titolo della prima lezione, poi mi sembrava troppo forte, allora ho preferito dall'inferno che è sicuramente più tranquillo.
La cavia viene dal portoghese brasiliano - c'è scritto così sul dizionario -, vuol dire topo; topo o tòpos - che grande incrocio, due parole che non c'entrano assolutamente niente l'una con l'altra, ma la cui somiglianza ci attira non da ora. Tòpos, il luogo, questo posto da topi, posto da cavie, la cavia che noi stessi siamo; la possibilità. Vi ricordate di Nietzsche, due anni fa? «L'uomo è una possibilità». Ci tengo quest'anno a cominciare con questa cosa, con questa scommessa che Nietzsche non ha mai smesso di provare a inseguire: che l'uomo possa essere una possibilità. Se vuole davvero battersi contro il male (che ancora non sappiamo cosa sia, ora è la prima volta che lo diciamo, ci prendiamo del tempo, naturalmente, per capire cosa sia il male, comunque per adesso lo citiamo così in maniera indeterminata e vada come vada), se l'uomo vuole davvero battersi contro il male, contro il bisogno di assoluto che è il suo male, l'uomo e anche la donna può essere una possibilità.
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Che cosa è la psicanalisi? La psicanalisi è questo. Primo: accogliere le angosce umane - ovvero ospitare l'essere cavia, straniero, possibilità, sopraggiunto, prestato alla vita, sopravvissuto -, ma senza trattenerle.
Il lavoro dell'analisi è completamente diverso da ogni altro lavoro umano, salvo talvolta la scrittura, cioè letteratura, poesia, perché fa costantemente queste due operazioni. Dissotterra i demoni - e già qui capite che siamo abbastanza fuori dal sentimento dominante che in genere tende a cancellare l'inferno, affogandolo nelle sue posticce teorie del bene, visto che fino a pro
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