tant'è     vero che sono stati inventati i discorsi religiosi per dar conto di un'origine mancante. Per noi che ci interessiamo di psicanalisi, e dunque della questione del desiderio, è importante notare che il posto di una teoria, di una concezione umana, è sempre un posto di desiderio. Risponde cioè a precise aspettative.
Un essere umano che viene al mondo si trova a far parte di questo Tutto e noi supponiamo che costui sia costretto a chiedersene una ragione. Si imbatte in molti discorsi, che lo tagliano, lo attraversano, lo intersecano come essere umano in mille modi, in tanti punti di identificazione. Questi discorsi non sono soltanto intorno ai pannolini, ai tavolini o ai colori, cose molto rilevanti per un'esistenza al suo inizio, ma sono anche intorno alla sua origine.
Il piccolo dell'uomo sente parlare di sé. C'è un ambiente che è stato costruito per lui e che lo riflette, prima ancora che egli nasca. Ci sono stati alcuni psicanalisti che hanno approfondito questo aspetto: il suo posto, il suo nome e perfino il suo sesso sono stati apparecchiati, predisposti. Si potrebbe dire: dimmi come sei stato atteso, e potrei dire chi sei o chi sarai.
Capite che una venuta al mondo, con tutto ciò che comporta per il piccolo, e non solo per lui naturalmente, è qualcosa di piuttosto emotivo. Egli ha a che fare con gente che parla di lui, che ne ha già parlato e che gli ha apparecchiato segni particolari della sua identità.
La psicologia, la scienza, il campo del sapere per il quale noi siamo qui, si è interessata allo sviluppo nel senso emotivo del termine, ma nello stesso tempo, in particolare negli ultimi decenni ha cercato di costruire dei modelli che riuscissero, se non ad evitare il fattore emotivo, almeno a metterlo in secondo piano.

E come si può interrogare la questione dello sviluppo umano, in quanto percorso del pensiero e dal pensiero, senza tener conto del nodo indistricabile fra l'angoscia e la rappre 

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Indice Numero 2