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Numero 12

Testi

Alberto Zino

IL DONO E L'ASSENZA
Sul potere del padre

Istituto Gradiva, 4 maggio 2002



Le misure
Madrid, dopo il 1873. Un signore entra nella casa del pittore. Il pittore è morto 45 anni prima. È come se il tempo non fosse passato. Qualcosa è rimasto, ha fatto blocco, muffa e odori già sulla soglia indicano l'impenetrabile. Niente è cambiato. La casa è stata abitata, ma lì, al piano terra, no, lì è come se nessuno fosse mai passato, il buio non ha mai perso contro la luce, neanche adesso. Ora che il signore fa aprire porte e finestre, egli porta la luce, il chiarore della Legge che ha stabilito che adesso tutto dovrà cambiare. Il signore ordina ai servi, essi si apprestano al lavoro per cui sono venuti. Il lavoro da fare sui muri. Il signore sa che quei muri vanno lasciati eppure devono essere portati via. Come si fa a trasferire un muro, lasciandolo nel suo luogo? Si stacca l'olio. L'olio sul muro, il quadro. Con la pazienza, il distacco di chi porta la luce e la regola, si trasferiscono le pitture sulla tela. C'è tutto il tempo. Saranno portate al Prado, per il restauro. Ma soprattutto per toglierle di lì, dalla Quinta del Sordo, da quella casa maledetta, piena di muffa e di cattivi pensieri, neri come le sue pitture.
143,5 x 81,4. Le sue misure. Il signore pensa a Goya, quel pazzo, non l'ha mai sopportato. E guarda quanto è grosso questo Saturno, e orrendo. Il signore sa già che cosa dovrà togliere. È il restauro, il suo lavoro, l'arte per cui è pagato. Bisogna prendere le misure prima di tagliare. Che schifo, questo dio padre che si mangia i figli, non si può guardare dal disgusto. E per di più, guarda come gode, quel pervertito di pittore gliel'ha fatto dritto, mentre si mangia il figlio, è mai possibile, è mostruoso. Per un taglio fatto bene ci vuole misura. E calma. Il signore sa perfettamente quello che deve fare.

[Il
Saturno di Goya è stato dipinto tra il 1820 e il 1823. 
Si trova a Madrid al museo del Prado. In origine era un olio sul muro poi trasferito su tela. 
Saturno che divora il figlio è una delle rappresentazioni delle più emblematiche delle pitture nere.  Esse sono state realizzate per la Quinta del Sordo, la casa di Goya.
Restauro. La capigliatura di Saturno era meno folta e lo sguardo molto più incisivo; il restauratore censurò anche il pene eretto, che indicava il piacere perverso del Dio nel divorare i propri figli.]
 

L'incerto
Abbiamo fatto un discorso sul padre e l'abbiamo chiamato l'incerto. L'incerto di questo padre non è soltanto nel detto latino che suppongo conosciate: pater semper incertus est, ma è nel modo stesso di sentire questa funzione. In realtà per noi, nel luogo in cui ci troviamo, cioè l'Occidente, il padre è il garante, il riferimento della certezza. Il padre è il garante della legge, della trasmissione, dei transiti, dei passaggi, della qualità, delle cose che passano fra gli umani. Non è un caso che è dal padre che procedono i figli, nel senso delle filiazioni. Intorno a questa figura si gioca la gran parte della nostra esistenza mentale.
Non esiste esperienza d'analisi che non sia la ricerca di un padre. Può darsi che quest'affermazione detta così vi possa sembrare un po' ingenerosa perché esistono anche psicanaliste donne; c'è stato qualcuno nel nostro campo che ne ha dubitato. Jacques Lacan per esempio non era molto convinto dell'esistenza di psicanaliste donne, forse non aveva tutti i torti, non si riferiva all'anatomia, ovviamente, ma alla funzione. Intendo dire che anche quando l'analisi si fa con una donna, uno scoiattolo, un coccodrillo, è sempre di una funzione paterna che siamo in cerca.


Spore
Spora viene dal greco sporà che a sua volta viene dal verbo speiro che significa "io semino"; sporadico viene da sporadicos che significa "il disperso, il seminato", e poiché è stato gettato in quanto seme nell'aria e nella terra si è disperso. Il padre è il disperso. Ci sono dei padri che fanno e faranno di tutto nella loro vita per resistere a questa semplice cosa, per resistere alla loro esistenza sporadica.
Il padre poiché e colui che semina è il disperso. È sparso, non soltanto nella Bibbia, ma anche in altri scritti antichi; si dice del padre che è colui che sparge il seme come il vento o l'aria che riporta. I se

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