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La porta di questo numero apre su Rilke. Le poesie si trovano nelle pagine iniziali, indicate tra parentesi, della raccolta Poesie, vol. I, Einaudi-Gallimard, Parigi 1994. Talvolta le traduzioni sono state modificate.
Le povere parole che nel quotidiano languono, quelle io amo, le non appariscenti. Dalle mie feste prendo colori e glieli reco, e a poco a poco sorridono, rasserenate. (25)
E come mi addentro nel tuo sentiero, non conosco dove né so da dove: nel tuo profondo avevi delle porte, e non ci sono più. (30)
Tu non devi capire la vita, allora diventa una festa. (30)
Vorrei diventare come i grandi custodi di segreti: non avere i pensieri scritti in fronte, nei versi offrire solo una nostalgia, con gli sguardi un pallido germoglio, col mio tacere solamente un fremito. (32)
E sii, anima mia, senza limiti, vasta, perché la vita ti sorrida, spanditi come un abito festivo sopra le cose che pensano. (32)
Ora lo so: diventa come i bimbi, Ogni angoscia è soltanto un inizio; però senza fine è la terra, e tremare è solamente il gesto, e nostalgia il suo senso. (34)
A lungo ho tenuto stretto il mio angelo, e lui s'impoverì nel mio abbraccio e si fece piccolo, e io mi feci grande: e alla fine ero io la compassione, e lui solo una supplica tremante. (34)
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