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Numero 9

IDENTIFICAZIONE E AGGRESSIVITA'
Lezione 1
17 dicembre 1999



In questi incontri cercheremo di sviluppare qualche legame fra questi due tratti portanti dell'elaborazione e del discorso della psicanalisi: l'identificazione e l'aggressività.
Lavoriamo a questo scopo su due testi. Il settimo capitolo del saggio di Freud
Psicologia delle masse e analisi dell'Io, che è dedicato all'identificazione; il testo di Jacques Lacan L'aggressività in psicoanalisi, che trovate nella raccolta intitolata Scritti.
In quel capitolo Freud cerca di render conto di qualcosa che in fondo è rimasto e resta tuttora una sorta di enigma, nel discorso psicanalitico, ovvero in quel che la psicanalisi dice e mostra di sé: che significa
identificarsi?
Suppongo che oggi non faremo altro che leggere la prima frase di questa settima parte del testo di Freud. Ciò non deve indurvi ad una qualche pigrizia mentale, ma al contrario a raffinare la vostra attenzione, dato che queste prime parole raccolgono insieme tutto l'enigma cui siamo di fronte. È un esordio che non ha smesso di inquietare gli psicanalisti e, quando lo ha fatto, si è trattato di una rimozione sempre un po' avventata.
Freud scrive:

L'identificazione è nota alla psicanalisi come la prima manifestazione di un legame emotivo con un'altra persona.

Già il fatto che si indichi qualcosa come «prima» richiede una sosta in un ambito dai contorni altrettanto incerti: la questione dell'origine. Per ascoltare seriamente ciò che qui è in gioco, in questo «prima», in questo passo d'avvio, dovremmo sospendere quelle che nella nostra mente inevitabilmente albergano come idee intorno all'origine. È un tema che ho svolto nel saggio Origine della rappresentazione, sviluppo dell'origine, che potete leggere nel libro collettivo La crescita misconosciuta. Si potrebbe riassumere quanto lì è scritto domandando intorno a questa semplice affermazione: l'origine, proprio perché origina, non ha fine. Non ce l'ha, o non si dà questo evento per cui la cosa cessa di originare, proprio perché in quanto esseri umani vi sono delle cose intorno alle quali non smettiamo mai di domandare e di voler comprendere. Una di queste è l'origine. Freud stesso avverte come la domanda da dove vengono i bambini? sia una delle poche domande fondamentali per un soggetto umano. Quindi, destinata a far sentire ininterrottamente la questione che porta con sé.
Forse il modo migliore di lasciar domandare intorno a una domanda che già di per sé non cessa di dirsi, è quello di porsi in ascolto rispetto ad eventuali "tratti nuovi" di questo domandare. Ciò avviene per esempio davanti a un libro.
Oggi abbiamo per noi questa "novità". Una frase, che è di Freud e che recita:

L'identificazione è nota alla psicanalisi come la prima manifestazione di un legame emotivo con un'altra persona.

Qui ci troviamo nell'inizio. «Prima» di ogni sentimento, di ogni altra forma di legame e di emozione, prima di ogni altra rappresentazione, si dà l'identificazione. Che vuol dire?
Di fronte a questa domanda, che è una domanda di senso, abbiamo certamente uno strumento che esiste da tanti secoli. Si tratta della cosiddetta ermeneutica, che consiste nel prepararsi, addestrarsi con lo studio, in vista della comprensione del senso racchiuso già in una data espressione. In questa accezione, interpretare significa cogliere il senso che esiste nella frase e che attende di essere portato alla luce.
Ma, oltre a questo, esiste in psicanalisi un altro senso della questione

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