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Mario Ajazzi Mancini invia una scheda di presentazione del suo sito Afanisi e del Laboratorio che porta lo stesso nome:
Afanisi . Nei pressi del soggetto
di Mario Ajazzi Mancini Afanisi, la scomparsa. Il soggetto del desiderio minacciato di cancellazione. La vicenda è complessa, ed attraversa la seconda metà del secolo. Muove dalla trovata freudiana, per abbracciare un campo di discipline che, sorte da quella, ne proclamano il superamento in nome di una scientificità pronta cassa, o di un conformismo che l'assimila facilmente alle cosiddette scienze dell'uomo - antropologia, ermeneutica, letteratura. Per il soggetto, la virata è un nuovo riparo, dove perdersi. Le sue passioni si stemperano nel diluente narrativo, ovvero nel rituale farmacologico di una felicità senza nuvole. Dall'abbandono dove Freud l'ha raccolto, dandogli parola, chiede ancora una volta di parlare. Per la medesima esigenza con cui l'isterica l'ha fatto agire. Esito del taglio epistemologico, imposto da Galileo e Descartes, la mossa freudiana riconduce la scissione all'interno di un medesimo discorso, senza sanarla. E il discorso diviene quello del fantasma. Non più sapere dell'oggetto da un lato e sapere del soggetto dall'altro. Nello stesso ambito di parola si gioca la partita di un desiderio indicibile, causato da un oggetto che non c'è, e che tuttavia abita il soggetto per una sorta di interna esclusione, dicendo delle vicissitudini di quel poco sapere di cui dispone, per chiedersi davvero se esiste. Il solco che si scava è ben più profondo di quello, sempre un po' grossolano, che spartisce il campo dell'uomo e della natura, dell'anima e del corpo. È una frontiera interna. E il suo attraversamento comporta un rischio, che è etico, e nessuna polizza simbolica può garantirlo. Per intravedere le orme del soggetto che scompare basta dire bene. Semplicemente. Una parola detta bene, lo lascia trasparire nell'attimo impalpabile di un atto. Scriverne la storia è declinarne la teoria in una esperienza, purché la storia non sia già scritta. Parola detta bene, bene detta, per attraversare la frontiera. Perché il soggetto possa dar testimonianza delle medesime esigenze che ne definiscono struttura e statuto. Afanisi è il bordo che contorna. Luogo di ospitalità e di accoglienza. Perché ciascuno nell'uso dei suoi strumenti vive l'espropriazione dalla proprietà che definiscono, e oscilla sempre tra patria ed esilio. Abita la lingua come il paese delle parole. Il laboratorio di Afanisi è un dispositivo che tenta di accostarsi al mistero della vocazione - nach Laienart - attraverso l'ascolto delle parole in cui si pronuncia. La prima sessione si è soffermata sulle parole dell'esilio, dolore e follia, in particolare la poesia di Paul Celan; la seconda sessione, che avrà inizio a ottobre 2000, s'interrogherà su Kafka, seguendo la narrazione del Processo: poesia, vita e psicanalisi, per articolare il rapporto che intercorre tra eventi biografici e scrittura. A partire da novembre 2000, Afanisi darà vita ad uno workshop sulla scrittura del sé: lutto e autobiografia. Per informazioni sul calendario, sul dispositivo, sul workshop e per iscrizioni: MARIO AJAZZI MANCINI Via Fra' Bartolommeo, 29 50132 Firenze Tel. 0347 7840752
http://www.afanisi.3000.it afanisi@tiscalinet.it
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