Lezione 1
Il movimento nella psicanalisi
Fondare un movimento è impossibile. E’ il motivo per cui siamo qui.
Non è dato il fondamento di quel che si muove. Si può
credere di farlo, ma è un’altra cosa. Questo è il
motivo per cui tale fondamento è escluso da ogni forma di
logica, classica o attuale: perché apparterrebbe alla credenza.
Per noi invece è l’unico moto per farlo. Il riconoscimento dell’impossibile, voglio dire.
[…]
Il primo moto di psicanalisi critica: dare voce all'incertezza della
psicanalisi, ai luoghi del suo sapere dove questo sapere non è
certo di sé, dove la logica della risposta si incrina e perde
colpi, le movenze dove non c'è scampo. Nei saperi albergano
questi nodi, spesso camuffati. Cavità dove un sapere si è
cacciato troppo nella tana. Ha smesso di essere uno scampato, ha voluto
il saldo finale. Non so se l’analisi sia un sapere, lo immagino
solo, ma so che ogni sapere è un’analisi. Come lei, ha le
sue cattedrali di certezza e a un tempo le falle, i cedimenti; i luoghi
sacri e quelli profani, dove sempre il moto riconduce.
[…]
Lezione 2
L'offerta della psicanalisi
L’analisi pone in offerta che le cose di una storia rotolano, non
hanno mai smesso di strascicarsi. Ma l’analizzante, trascinato
fuori di sé dalla parola in cerca di una sua essenza, prova a
salvare i suoi rapporti con il mondo e se stesso. La prova è
encomiabile, Lo dico senza ironia. Non possiamo ironizzare su gente che
cerca di salvarsi. L’anima o i corpi. Tuttavia la questione
è che non si tratta di salvare ma di domandare. In un umano,
alla lettera, non c'è niente da salvare.
[…] L’analisi è un dialogo? Il dialogo ristabilisce
l’umano? No. Mai la coesistenza degli ii li fa diventare
soggetti, né immediati né mediati. Parlanti o silenziosi,
io e tu non si coniugano mai, benché non cessino di risuonare
insieme. O non hanno le voci statuto di suoni?. Lo spazio che genera la
loro vicinanza non è mai un luogo familiare: mostra
l’impossibilità dell’incontro come fusione chiusa.
Se l’analista non lo ha presente, davvero mi chiedo come possa
esercitare; fare esercizio della psicanalisi.
Quell’impossibilità non impedisce ai due di essere
familiari; anzi, proprio per questo lo sono.
Lezione 4
La lealtà alla psicanalisi
Solo se il domandare non si offre tutto al pensiero, la parola resta da
dire, solo in quella che il pensiero rimediante patisce come la
più amara delle sconfitte - che la cosa si sottragga alla sua
salvezza -, il domandare domanda ancora. Non senza una certa sorpresa.
Tale critica implica radicale mutamento dell'idea di soggetto. Non solo
questi non ha davanti a sé oggetti o riducibili, ma,
ripristinando il taglio psicanalitico delle origini o dell'origine, che
cioè l'unico oggetto da noi conosciuto è del desiderio,
è costretto a provare passione per dove, quando e come essi
manchino.
Lezione 5
Fine esercizio
Raccontare un
libro è una faccenda di movimento. Raccontare un libro che non esiste, ancora di
più. E’ per dire
che quando abbiamo studiato l’organizzazione iniziale del Movimento ed ho
introdotto
Il tempo favorevole come
nome di questo seminario, ho avvertito che avremmo lavorato insieme per
costruire questo testo intorno ai fondamenti della psicanalisi critica. Ciò
significa che noi mettiamo un libro che non esiste in movimento per vedere che
effetto ci fa. In questo senso dedico questo corso ai tre nomi che abbiamo
messo come compagni di strada e cioè a Freud,
a Lacan e a Rescio. Come diceva prima Lorenzo la psicanalisi ha offerto
elementi anche straordinari, altrimenti non avremmo indicato tre autori nel cui
solco proporci.