Movimento di Psicanalisi Critica
Scuola di Formazione in Psicanalisi Critica
Contributi Critici


Home page >> Sezione di lavoro intorno ai corsi >> Indice sezioni di lavoro Spazio Inclinato
 Alcuni frammenti dai contributi critici
 
 


Non possiamo trascurare il nesso che lega la verità al sapere, in quanto l’essere umano testimonia di una divisione intorno a queste due potenti strutture, e per molto tempo si è creduto che il sapere fosse una risposta e che il vero coincidesse con il senso.

Nel sistema ideazionale dominante si tende a legare in modo proporzionale il rapporto fra sapere e verità: ad un maggior sapere corrisponderebbe una maggiore verità. Questa equazione risulta valida solo se intendiamo con essa una maggiore padronanza della verità, ma decade inevitabilmente se recuperiamo nella parola verità la radice della precarietà umana, e nella parola sapere lo scarto fra il desiderio e l’ideale. La verità allora non può corrispondere ad un sapere certo.

Inoltre, di quale sapere parliamo se teniamo in considerazione su un piano la particolarità e la mobilità del desiderio e sull’altro la specificità e la fissità del lavoro dell’ideale, che impone all’essere in questione il dover essere così e così secondo i modelli con i quali si identifica nel corso della sua esistenza? Allora il registro verso cui la psicanalisi dirige il suo interesse non è l’ignoranza intesa come non-sapere, ma la resistenza, e cioè il non-volerne-sapere. E’ questo tipo di sapere che diviene oggetto e causa del transfert: sapere dell’analista, investito, per Lacan, come soggetto supposto sapere. Il sapere dunque è sempre supposto.

 

(Rilancio di Irma Morieri – Lezione 1 - Lorenzo Zino)



Home page >> Sezione di lavoro intorno ai corsi >> Indice Sezioni di lavoro Spazio Inclinato